LE GROTTE DEL CAVALLONE

L'Ambiente Naturale

La Grotta del Cavallone è l’unica grotta di interesse speleologico visitabile nel cuore del Parco Nazionale della Majella. Attorno all'ingresso, posto a quota 1465 m s.l.m., per migliaia di ettari, non esiste alcun edificio e nessuna strada, ma solo pascoli d’alta quota, valli selvagge e altissime pareti rocciose. Nella valle di Taranta, dove è situato l’ingresso della grotta, la flora è particolarissima e salendo a piedi per raggiungere la grotta è possibile ammirare le piante più caratteristiche del versante orientale della Majella. Alle quote più basse, accanto alla stazione di partenza della funivia, fioriscono numerose la Valeriana rossa e l'Asfodelo giallo assieme al più raro Fiordaliso della Majella. Sulle pareti calcaree intorno alla grotta vivono abbarbicate le piccole piante di Campanula napoletana, endemica dell’Appennino centrale, e il delicato Capelvenere. Nella valle non è difficile osservare l'Aquila reale che nidifica nella zona e sorvola i pascoli per catturare le numerose Lepri e le elusive Coturnici il cui verso spesso riecheggia nella valle. Facili da osservare sono le Rondini montane  ed i Gracchi corallini che vengono attaccati dal velocissimo Falco pellegrino, anche questo nidificante nella zona. I più fortunati invece riusciranno anche a vedere i Camosci d'Abruzzo liberati sulla Majella e presenti anche nell'area faunistica di Lama dei Peligni dove tutti li possono ammirare.

Il calendario di apertura al pubblico per la stagione turistica 2003, sarà pubblicato agli inizi della stagione estiva

I percorsi di visita

 

La Storia

Note sin dal XVII sec., le Grotte del Cavallone, sono le uniche grotte di interesse speleologico visitabili nel Parco Nazionale della Majella. Tra gli illustri visitatori si ricorda il pittore Francesco Paolo Michetti, che ispiratosi alla sala dell'ingresso realizzò la scenografia del primo atto della tragedia dannunziana " La figlia di Jorio "; da allora la grotta è nota anche con il nome della Grotta della figlia di Jorio ed alcune sale e concrezioni portano ancora oggi i nomi dei personaggi della famosa tragedia. La prima esplorazione documentata è stata effettuata nel 1704. Risale all'inizio del secolo invece la costituzione della " Società delle grotte del Cavallone e del Bue " con sede a Lama dei Peligni, che avviò i lavori per la valorizzazione turistica della Grotta con la realizzazione di un’ardita rampa di accesso scavata nella roccia, scale in legno all'interno (ancora visibili)  e con l'organizzazione di un servizio di guide. Durante l’ultima guerra mondiale fu utilizzata come rifugio per le popolazioni locali. Esplorazioni sistematiche e di carattere scientifico ebbero luogo a partire dagli anni cinquanta con la partecipazione della Società Speleologica Italiana e di altri Enti di importanza nazionale. Oggi la grotta è raggiungibile mediante una comoda funivia e il suo interno è stato illuminato. Il percorso aperto al pubblico si snoda per circa un chilometro all'interno della montagna. Si attraversano ampie sale di suggestiva bellezza e singolari ambienti del paesaggio sotterraneo della Majella. La temperatura al suo interno è di 10° ed è costante durante tutto l’anno, l’umidità raggiunge in alcuni punti il  90%. Le visite guidate si effettuano in gruppi ed hanno la durata di circa un'ora.

IMPORTANTE:

L’altitudine e le particolari condizioni climatiche e ambientali richiedono un abbigliamento da montagna comodo ed adeguato. Alle persone che non sono in perfette condizioni fisiche, si consiglia di informarsi prima dell’escursione.